La questione dell’arte ha due facce quello che appare e quello che c’è dietro, “dentro”, oltre a quello che si vede.
Cos’è che fa sì, che l’arte sia arte? Quello che appare esprime una realtà materiale ma anche una realtà astratta che la sostiene: rapporti, equilibri, contrasti, pesi e contrappesi, la specificità della tavolozza dei colori, … la mente inconsciamente registra e risuona… o meno. Il cuore si scalda, si emoziona o resta freddo, inerte.
Ciascuno ha un proprio e unico modo di ascoltare, il modo di rapportarsi. L’arte è il miracolo di sintonizzarsi, di risuonare all’unisono.
È un mistero ciò che lega l’espressione artistica di ciascuno e la percezione di tutti. Però è così. L’artefice, l’artista interpreta il mondo a modo suo volendo esprimerlo artisticamente, secondo le tecniche sue e del suo tempo, e gli altri, l’altro, sanno che è proprio così: riconoscono che è arte, pur non sapendo mai del tutto razionalmente perché. È facile e istantaneo rallegrarsi, emozionarsi, intenerirsi per il sorriso di un bambino, è complicatissimo e ci vuole molto tempo per descrivere razionalmente, biologicamente, chimicamente, il processo del sorriso. Così è per l’Arte, istantaneamente sappiamo che lo è ma la ragione razionale è nascosta nei meandri della più profonda struttura della nostra umanità.
